I triestini d’estate “vanno al bagno”. Cioè passano ogni momento libero, dal week-end alla pausa pranzo, in uno degli stabilimenti balneari o sulla costiera in un rapporto quasi casalingo col mare ben descritto da Mauro Covacich nel libro “Trieste sottosopra”.
La riviera di Barcola coi suoi topolini (terrazze a semicerchio che dall’alto ricordano le orecchie di Mickey Mouse), il bagno La Lanterna, chiamato dai triestini “Pedocin” (famoso per avere un muro che separa le donne dagli uomini), lo storico stabilimento Ausonia, paradiso di chi ama cimentarsi nei tuffi (“clanfe” in dialetto triestino), la bella costiera in parte ancora selvaggia che da Grignano arriva a Sistiana sono i posti più amati e frequentati da tutti gli appassionati di sole e mare.
E anche i turisti, sempre di più, imparano a conoscere e ad apprezzare il variopinto lato balneare di Trieste.
Buona lettura!
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