Dicembre 2018

L’inverno è la stagione del teatro e in questo numero ci occupiamo della tradizione operistica di Trieste e del profondo legame tra la musica e la città adriatica. Il periodo è ideale per gustare una birra accompagnando il pasto tra una passeggiata e l’altra: ma la birra diventa anche un ingrediente per alcuni piatti.

Ricco di fascino è il Carso in questa stagione e i percorsi lungo i suoi sentieri raccolgono sempre più appassionati: molti gli autori che lo hanno celebrato nei loro romanzi e nelle poesie.

Parliamo anche del rito del caffè e dei locali storici in cui rifugiarsi per starsene un po’ al caldo e respirare l’aria mitteleuropea della città.

Fuori, nelle strade e nelle piazze, magari impazza la Bora. Se Trieste è celebre e riconoscibile lo deve in parte anche a lei. D’inverno questo vento che soffia da est-nord est viene spesso a spazzare la città e i dintorni e a più di un turista può capitare l’occasione di scontrarsi con lei. Piacevole o spaventoso, a seconda dei casi, l’impatto con la Bora non lascia indifferenti. Si tratta di un fenomeno dalla forza eccezionale che non si può capire a pieno se non sperimentandolo sulla propria pelle. Con tutti i problemi e i disagi che spesso reca, il vento è comunque amato dai Triestini che lo considerano uno degli elementi costituenti della città. Nella stagione fredda la Bora può arrivare a picchi di cento ottanta chilometri all’ora, d’estate è meno violenta. Esistono la bora chiara, che si verifica in un giorno terso di sole, e la bora scura, mescolata a pioggia e cielo grigio.


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