È una delle novità più salienti nell’offerta turistica triestina. Il riferimento è all’accurato restauro dell’edificio delle Antiche Serre nel Parco di Miramare, costruite su disegno di Carl Juncker, ingegnere viennese progettista del castello oltre che di numerosi manufatti legati all’acquedotto di Aurisina e alla ferrovia che collega Lubiana a Trieste.
Il sogno di Massimiliano, un giardino botanico che riunisse specie provenienti dai quattro angoli del pianeta, diventa quindi realtà. Il restauro conservativo, di cui sono state oggetto le Serre, è servito a riportarle all’antico splendore e a riconsegnarle alla funzione per cui erano state edificate, poiché l’edificio presenta condizioni di orientamento e soleggiamento ottimali ad assolvere ai compiti di alloggiamento temporaneo e vivaio per il parco. Questo insostituibile ruolo, una volta a regime, potrà essere integrato da altre funzioni come l’allestimento di esposizioni temporanee di vegetali fruibili dall’esterno attraverso le superfici vetrate, che potrebbe costituire elemento di richiamo per i visitatori, oltre ad avviare un inevitabile percorso di riflessione relativamente alla scelta e all’uso di essenze nel comprensorio di Miramare.
L’edificio è formato da una struttura muraria parzialmente interrata costituita presumibilmente da blocchi lapidei (pietra arenaria) alternati a mattoni. Le forme architettoniche sono definite da elementi in pietra calcarea bianca, con modanature che riprendono, in forma semplificata, stilemi e motivi del castello e del castelletto. La copertura del corpo centrale, attualmente in lamiera zincata rivestita esternamente da lamine di lamiera metallica verniciata, è l’esito di un intervento di sostituzione dell’originale struttura vetrata, che ha consentito di salvaguardare l’aspetto esteriore e la consistenza materiale dell’edificio attraverso un progetto di adeguamento alle esigenze contemporanee: allacciamento elettrico, idrico e una piattaforma elevatrice che consente la movimentazione delle piante in vaso che troveranno alloggio dal prossimo autunno.
Particolare attenzione è stata dedicata al microclima interno, che si gioverà di un impianto di riscaldamento radiante a pavimento a bassa temperatura per compensare le severe condizioni dovute alle ventose giornate invernali, e di lampade a raggi ultravioletti per ovviare all’ombreggiatura degli alberi ad alto fusto, che non erano così imponenti al tempo della costruzione.
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