Maria Francesca Reina, in arte Miela Reina, è riconosciuta come l’artista triestina più innovativa degli anni ’50-’60.
Scomparsa prematuramente a 36 anni nel 1972, ha lasciato un
grande vuoto tra i molti che avevano avuto la fortuna di conoscerla, ma per fortuna ha lasciato anche un ricchissimo corpus di opere pittoriche, documenti, lettere, fotografie, manufatti
tridimensionali. Un patrimonio straordinario ancora da esplorare,
perché, come tutti i classici, si presta ad essere riletto ogni volta
con occhi diversi.
Per far rivivere la figura della zia, il 26 ottobre 2024 nasce a Trieste
l’Archivio Miela Reina, grazie all’impegno profuso dalla nipote
dell’artista, Lucia Budini. L’opera di Miela è un classico vero e proprio, a partire dal primo periodo, di cui è emblematico, in
archivio, Il cavaliere, olio su tela del 1960, dipinto a 25 anni. Dopo aver frequentato l’Accademia di Venezia dal 1955 al 1959 fa un viaggio in Spagna per la sua tesi di laurea. Il paese richiama nel suo immaginario il mondo dell’infanzia, vissuta tra Trieste e Chiusa Sclafani, paesino vicino a Palermo. Le figure che dipinge hanno tinte forti, aggressive, che evocano la realtà brutale del mondo dei picador e della corrida, di fronte alla quale Miela non vuole voltarsi dall’altra parte.
Del 1967 è Decadimento della pittura (e suo possibile recupero mediante box di raccolta): il figurativo del primo periodo, le tinte forti, non vanno gettate via, ma lasciano il posto ad altre energie e narrazioni ironiche, allegre: disegni, fumetti (cuori bretzel, forbici, lettere, fiammiferi, frecce, donnine, paracadutisti) che l’occhio di chi guarda deve imparare ad esplorare per coglierne la grazia, la bellezza ed i significati metaforici.
In archivio è custodito anche l’Eolofono del 1970, un’opera ironica
pensata per suonare con il vento nell’ambito del progetto interVENTO di Arte Viva: un’invenzione utopica che ben testimonia la carica ludica e affabulatoria dell’artista.
Venire in archivio significa farsi coinvolgere da questa artista, celebrata da numerose mostre postume, ma ancora tutta da
scoprire nella sua giocosità e nelle sue malinconie, nella sua luce e nelle sue ombre.
Archivio Miela Reina Viale Miramare 37 (a 10 minuti dalla Stazione
Ferroviaria) Aperto la prima domenica del mese dalle 16.00 alle 20.00 o in altre giornate su appuntamento scrivendo a archiviomielareina@gmail.com
Visite gratuite
data:
Articoli in questo numero


