Contrariamente a quanto si possa pensare, Servola non è un quartiere, ma un villaggio incorporato nella periferia della città. E come ogni villaggio che si rispetti ha la sua storia, le sue peculiarità e le sue tradizioni.
Prima fra tutte, quella del “pane bianco” che dà il nome a una delle vie principali dell’abitato. Ai tempi degli Asburgo, infatti, Servola era famosa per le sue “Portatrici di Pane”, Krušarice nel dialetto sloveno locale o “pancogole” come le chiamavano i triestini di città. Queste donne facevano una vita dura, poiché non solo si alzavano in piena notte per impastare e cuocere in casa il pane, ma la mattina lo caricavano su gerle che sistemavano sulla testa e lo portavano a vendere a Trieste. Questo pane era molto apprezzato per la leggerezza, la digeribilità e il colore bianco che lo distingueva dai pani austriaci, impastati con farine scure.
Se siete curiosi di saperne di più, il Museo Etnografico skedenj.net allestito in un’antica casa servolana, vi offrirà uno spaccato della tradizione locale relativa alla vita quotidiana di queste donne e una ricca raccolta di libri sulla storia di Servola.
Di fronte al museo, si trova un edificio conosciuto come Dom, sede del circolo culturale Škedenjsko kulturno društvo, che sulla facciata laterale presenta dei murales che rappresentano alcuni spaccati di vita locale, fra cui un altoforno, quello della Ferriera, fondata nel 1896 e attiva fino a pochi anni fa. La sua storia è controversa: da un lato diede lavoro a generazioni di triestini e servolani diventando parte integrante del villaggio, dall’altro, in anni più recenti, è stata osteggiata a causa dell’inquinamento che riversava nel circondario. Oggi gli altiforni sono spenti, con gran sollievo di chi abitava nei suoi paraggi.
A Servola troviamo anche due musei molto particolari: il Ferclub Triestino Fermodellisti Mitteleuropa, noto anche col nome più sbrigativo di Museo dei Trenini ferclub.eu collocato nell’ex scuola elementare in via dei Giardini 16.
Qui i vostri bambini (ma anche molti genitori) resteranno incantati davanti ai plastici su cui i piccoli convogli sfrecciano sicuri.
Ai piani superiori troviamo invece il Museo del Presepio piccolimusei.com/museo/museo-del-presepio-di-trieste/ portato avanti da appassionati del genere che hanno raccolto un vero patrimonio di presepi provenienti da ogni parte del mondo. Nel mese di dicembre, inoltre, il Museo organizza in collaborazione col Comune di Trieste e con la Proloco di Servola-Skedenj prolocoservola.it la manifestazione “Servola. Il Borgo dei Presepi”, allestendo le scenografie nelle vetrine dei commercianti locali.
Infine non possiamo non menzionare il Carnevale di Servola, una tradizione molto sentita dagli abitanti di quello che viene scherzosamente chiamato “il Principato”. Il Giovedì Grasso si tiene il Corso delle Serve, in cui l’Associazione Maschere Servolane Lalo e altre compagnie del Carnevale sfilano per il villaggio travestiti da balie, con tanto di carrozzine e pargoli al seguito ricordando che un tempo le ricche famiglie triestine mandavano in villeggiatura i figli proprio in questi luoghi famosi per l’ambiente salubre, il buon cibo e le rinomate trattorie.
La domenica la via principale è attraversata invece dal Corso Mascherato, mentre il Mercoledì delle Ceneri si celebra il Funerale di Cornelio, il nome con cui i Servolani chiamano il loro Carnevale.
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