I tour primaverili
del Carso

I tour primaverili del Carso

Non c’è stagione in cui Trieste ed il suo circondario non trasmettano tutto il loro fascino. L’estate, si sa, è il periodo in cui le spiagge vengono prese d’assalto, l’autunno è dedicato alla Barcolana, a Natale i mercatini si intersecano con quella tipica atmosfera asburgica e a primavera i profumi e i colori del Carso regalano scorci mozzafiato nei quali immergersi sprofondando nella natura ancora incontaminata. Ed è proprio sull’Altipiano che si possono praticare alcune fra le escursioni più interessanti della zona, con una variegata tipologia di offerte presentate dalle guide specializzate del territorio. Le Bocche del Timavo, la Chiesa di San Giovanni in Tuba e naturalmente il sentiero Rilke sono alcune fra le mete più gettonate, toccando il villaggio di Duino, una delle chicche della parte più occidentale della provincia. “La visita della storica dimora della famiglia Torre e Tasso, vera perla affacciata sull’Adriatico, dischiude la sua storia tra castello vecchio e nuovo”, racconta Gabriella Gasperini, guida turistica autorizzata per la città e la regione, con grande esperienza su tutto il territorio (www.triesteguidaturistica.it).

“Un altro bellissimo percorso sul Carso è quello che raggiunge la Marinebatterie austro-ungarica sul monte Cocco, a quota 279 metri, alle pendici del Monte Hermada, sulle postazioni di battaglia del Basso Isonzo, anche se in realtà non venne mai completato del tutto, visto il capovolgimento del fronte dopo Caporetto, nel 1917. Graffiti, avamposti bellici e scavi militari nella roccia carsica: un tour di grande interesse storico, fra i pochi in Italia. Si parte da San Giovanni di Duino e mentre ci si dirige in sommità si trova lungo il percorso il Mitreo, visitabile richiedendone l’apertura alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Lo si raggiunge costeggiando la linea ferroviaria e deviando lungo il sentiero Cai 1a. La Grotta del Mitreo, adattata in tempo romano (dal II al V secolo d.C.) per il culto del Dio Mitra, era una cavità già frequentata nel Neolitico. Questo itinerario richiede due ore di percorrenza e porta, alla sua conclusione, direttamente a Medeazza”.

Questa escursione prevede inoltre una sosta in agriturismo oppure in un’osmiza, locali tipici del Carso a conduzione prettamente famigliare, aperti solo in alcuni periodi prestabiliti e dove si possono consumare esclusivamente prodotti della casa. Un modo unico, anche questo, per entrare in contatto con il territorio.